Pap

Pap - Marco Santagata
La provincia emiliana, nel dopoguerra: un mondo il cui segno più forte
e distintivo sembra essere quello di una rissosa e allegra vitalità...


Papà non era comunista, Parma, Guanda, 1996 (II ed. 2003)

Premio L’Inedito – Maria Bellonci 1996

La provincia emiliana, nel dopoguerra: un mondo il cui segno più forte
e distintivo sembra essere quello di una rissosa e allegra vitalità.

Protagonista è una famiglia a metà borghese a metà contadina, che
riassume in sé un po' tutti gli umori, i sentimenti, i rancori, le
contraddizioni di una società provinciale, in anni piuttosto cruciali.
C'è la nonna che è rimasta monarchica e fascista; una madre attenta
alla posizione sociale della famiglia; un padre (soprattutto un padre)
che la coerenza politica porterà a fare scelte spregiudicate e
generose. E c'è il figlio che vive tutto questo periodo di tumultuose
passioni da bambino, e che tutto guarda, appunto, con gli occhi avidi e
incantati dell'infanzia. Intorno i contadini, i poveri, i preti -
personaggi lunatici e bizzarri che solo la nostra campagna sapeva
produrre; e accanto ad essi i politici, i ricchi, i cittadini. Qui,
mentre si disegna sullo sfondo la più vasta vicenda politica italiana,
con i suoi sostanziali e drammatici mutamenti, si svolge l'educazione
sentimentale e morale del personaggio che narra, tra grandi idealità e concretissime e sapide vicende paesane.

Marco Santagata ha raccontato un'epoca valendosi molto della memoria,
ma soprattutto ha saputo ascoltare quella realtà, raccoglierne il
linguaggio e trasformarlo in rappresentazione. Il suo lessico
famigliare ha dato vita a un mondo narrativo.

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